Il prezzo della libertà

By | febbraio 13, 2015

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“All’angelo della chiesa di Smirne scrivi: queste cose dice il primo e l’ultimo, che fu morto e tornò in vita:
Io conosco le tue opere, la tua tribolazione, la tua povertà (tuttavia sei ricco) e le calunnie lanciate da quelli che dicono di essere Giudei e non lo sono, ma sono una sinagoga di Satana. Non temere quello che avrai da soffrire; ecco, il diavolo sta per cacciare alcuni di voi in prigione, per mettervi alla prova, e avrete una tribolazione per dieci giorni. Sii fedele fino alla morte e io ti darò la corona della vita. Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese. Chi vince non sarà colpito dalla morte seconda.” (Apocalisse 8-11)

Prima del 1848 la chiesa valdese, così come quella di Smirne, era piena di opere, di tribolazione. Era povera dal punto di vista materiale ma ricca in quanto a doni spirituali. Calunniata dalla chiesa papista, cioè quelli che dicono di essere la vera chiesa e non lo sono, anzi sono la sinagoga di Satana. Come i componenti la chiesa di Smirne, i valdesi non avevano nulla da temere. La loro tribolazione durò circa mille anni, ma furono fedeli fino alla morte.

Il 17 febbraio 1948, però, quando la persecuzione dei Valdesi terminò e fu introdotta la libertà di culto, la chiesa valdese cominciò sì a essere libera dall’oppressione ma anche libera di assopirsi, di abbassare la guardia e di diventare vittima della peggiore delle oppressioni, quella sinistra e meschina del demonio.
Libera di andare dietro al pensiero del mondo e diventare così adulatrice e amante del mondo “intellettuale”, “alternativo”, “aperto a tutto”.

Sia ben chiaro, non che mi piaccia essere perseguito, ma se questo è il prezzo da pagare per rimanere fedeli e saldi alla Parola del Signore, allora preferisco le tribolazioni a quella che viene chiamata libertà.
Per questo invece che un falò il 16 febbraio accenderò una semplice, simbolica candela. Quella che la scorsa estate abbiamo acceso all’interno della Ghieisa dla Tana. Per ricordare che questo piccolo gruppo di persone che forma Sentieri Antichi Valdesi ha un concetto di libertà diverso da quello del mondo. La nostra libertà non è quella di questo mondo (e della sedicente chiesa valdese) che sostituisce la verità di Dio in menzogna e adora e serve la creatura invece del Creatore (Rom 1:25). La nostra libertà è la libertà che abbiamo in, con e per Cristo nostro Signore e Re.

 

 

 

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