R.C. Sproul: “Perché non ho firmato la Dichiarazione di Manhattan”

By | dicembre 11, 2014

Di seguito pubblico la traduzione di un articolo apparso sul blog di Ligonier da parte di R.C. Sproul, emerito professore di Teologia Sistematica, in risposta alle domande che gli furono fatte riguardo la sua mancata adesione alla Dichiarazione di Manhattan. L’articolo di Sproul uscì immediatamente dopo la pubblicazione della Dichiarazione di Manhattan.

Questo tema è molto attuale soprattutto con l’aumento degli attacchi al cristianesimo. La domanda che ci dobbiamo porre è, fino a che punto possiamo combattere battaglie con altre confessioni, anche se si dichiarano cristiane? 


 

Il 20 Novembre 2009, fu presentato da una coalizione di belligeranti un documento chiamato La Dichiarazione di Manhattan. Il documento si occupa soprattutto di tre questioni bibliche e culturali molto importanti: la santità della vita, il significato del matrimonio, e la natura delle libertà religiose. Senza dubbio queste questioni sono molto d’attualità nel mondo occidentale.

Tutti quelli che conoscono me e il mio ministero, sapranno che condivido le preoccupazioni nel documento per difendere i bambini non nati, per definire biblicamente il matrimonio eterosessuale, e per preservare un’adeguata relazione tra chiesa e stato. Tuttavia, quando il documento mi è stato inviato con la richiesta di sottoscriverlo, ho rifiutato di firmarlo.

Come risposta alla domanda, “R.C., perché non hai firmato la Dichiarazione di Manhattan?” rispondo così: La Dichiarazione di Manhattan confonde la grazia comune con la grazia speciale mischiandole. Mentre da un lato marcerei con il vescovo di Roma e un prelato ortodosso per arrestare il massacro di innocenti nel grembo, non potrei mai fondare quella lotta comune sul presupposto che condividiamo una fede comune e una comprensione unificata del vangelo.

Gli artefici della Dichiarazione di Manhattan sembra che abbiano previsto quest’obiezione nel linguaggio stesso del documento. Allo stesso modo, alcuni firmatari hanno affermato che non è un documento teologico. Tuttavia, rendere quella dichiarazione accurata richiede una ridefinizione di “teologia” e un grave equivoco del significato biblico de “il vangelo” (2 Cor 11:4)

Quelli che promossero il documento, Charles Colson, Robert George, e Timothy George, usarono un linguaggio specifico che è allineato a quello di ECT, acronimo per Evangelicals and Catholics Together (Evangelici e Cattolici Insieme), movimento che nacque negli anni 1990. La Dichiarazione di Manhattan afferma, “I Cristiani sono eredi di una bimillenaria tradizione di proclamazione della Parola di Dio,” e identifica “Ortodossi, Cattolici, ed Evangelici” come “Cristiani.” Il documento chiama i cristiani a unirsi “nel Vangelo”, “nel Vangelo della grazia a caro prezzo,” e “Il Vangelo del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo in tutta la sua pienezza.” Inoltre, dice il documento, “è nostro dovere proclamare il Vangelo di nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo in tutta la sua pienezza, in ogni occasione opportuna e non opportuna.”

Senza dubbio, la verità biblica deve essere proclamata e il vangelo predicato profeticamente. Ma come posso firmare qualcosa che confonde il vangelo e che oscura la definizione stessa di chi sia e di chi non sia un cristiano? Ho affermato questo concetto ripetutamente[1] sin dai giorni dell’ECT. Sebbene i promotori della Dichiarazione di Manhattan neghino ogni connessione con l’ECT, mi sembra che la Dichiarazione di Manhattan sia senza dubbio legata a quell’iniziativa, alla quale ho resistito strenuamente.  Più che quello, questo documento in pratica presuppone la vittoria dell’ECT utilizzando il termine “il vangelo” in riferimento a quanto si dice che “proclamino” i cattolici romani (Filemone 1:27).

La Chiesa cattolica romana è riconosciuta per avere utilizzato, nel corso dei secoli, un’ambiguità studiata a tavolino per sopraffare gli avversari. Consentitemi di non essere ambiguo: Senza una chiara comprensione di sola fide e della dottrina dell’imputazione della giustezza di Cristo, non si ha né il vangelo né l’unità nel vangelo (1 Cor 1:17; 2 Cor 5:21). L’iniziativa dell’ECT ha ripetutamente dichiarato che i firmatari avessero un’unità di fede nel vangelo. Il che includeva firmatari cattolici romani che sostengono i canoni e i decreti del Concilio di Trento del XVI secolo, il quale anatemizzò la sola fide. Io credo che ci siano veri e sinceri cristiani all’interno della Chiesa cattolica romana e in quelle ortodosse. Tuttavia, queste persone possono essere ritenute dei cristiani nonostante le posizioni ufficiali delle loro chiese.

Almeno uno dei formulanti il documento, Mr. Colson, vede la Dichiarazione di Manhattan come un modo per rivitalizzare la chiesa in America. Nel suo commentario sul 25 di Novembre, Mr. Colson disse che la Dichiarazione di Manhattan è “una forma di catechismo per le fondamentali verità della fede.” Egli suggerisce che la Dichiarazione di Manhattan sia un antidoto alla “ignoranza biblica e dottrinale” all’interno della chiesa. Tuttavia, la vera riforma e la ripresa del vero cristianesimo all’interno e all’esterno della chiesa può avvenire solo per opera dello Spirito Santo e attraverso la nostra chiara e forte proclamazione del vangelo biblico, non attraverso dichiarazioni ecumeniche che sono equivoche circa le più preziose verità che ci sono state date. Non esiste un altro vangelo all’infuori di quello che già ci è stato dato (Gal 1:6-8).

La Dichiarazione di Manhattan colloca i cristiani evangelici in una situazione difficile. Ho cari amici nel ministero che hanno sottoscritto questo documento, e sono rimasto molto triste quando ho visto i loro nomi tra i firmatari. Credo che i miei amici siano stati ingannati e che abbiano fatto un errore, e voglio esser chiaro nel dire che ho parlato personalmente con alcuni di loro circa il loro errore e ho espresso la mia speranza che in futuro essi rimuovano la loro firma da quel documento. Nonostante ciò, in questo momento rimango in comunione con loro e credo che siano uomini integri che affermano il vangelo biblico e le dottrine bibliche articolate nella Riforma protestante.

Infine, mi unisco ai sentimenti espressi dai miei amici  Alistair BeggMichael Horton, and John MacArthur, e sono grato per la loro volontà di dire “no” alla chiamata per saltare su quel carro, e per il fatto che continuano a ergersi saldi nel proclamare il vangelo e il pieno consiglio di Dio per quanto riguarda tutte le questioni di fede e vita, tra cui la santità della vita, il significato del matrimonio, e la natura della libertà religiosa. È solo nella nostra proclamazione unita dell’unico, vero vangelo di Gesù Cristo che ogni cuore, ogni mente, o ogni nazione cambierà davvero, per la sola grazia sovrana di Dio e solo per la Sua gloria.

R.C. Sproul 8 Dicembre 2009   articolo originale: http://www.ligonier.org/blog/the-manhattan-declaration/

 

[1] Nei libri Faith Alone (1995), e Getting the Gospel Right (2003)

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